Dalla linea al cerchio, e al centro le persone: ecco il segreto dell’economia sostenibile

Nicola Cerantola - Trainer & Consultant
Nicola Cerantola foto

La ricetta di Nicola Cerantola, «eco-designer» che tra Vicenza, Madrid e il Sud America, insegna alle aziende a cambiare modello di business

 

Per creare un business di relazioni, proprio come per raggiungere obiettivi in termini di sostenibilità ambientale, serve costruire una cultura aziendale fondata su una visione di ciò che l’azienda vuole essere nella e per la società. Per fare questo bisogna mettere in discussione i princìpi fondamentali su cui si basa la nostra economia, un sistema votato alla continua produzione e consumo di risorse che, in un pianeta (e in una società) in cui le risorse (che sono anche relazionali) sono finite, è destinato a esplodere. Lo sa, e ne parla a Beate Vivo del quale è membro del Comitato di Indirizzo, Nicola Cerantola, vicentino, alumno dell’Università di Padova: da 12 anni è consulente per aziende in mezzo mondo che cercano di adottare modelli di business sostenibili. Alla base del suo lavoro c’è il principio di biomimetica, consistente nel trasportare gli schemi con i quali la natura si autoregola e risolve i suoi problemi anche nelle forme organizzative umane.

 

Dal 2012 Cerantola, che vive a Madrid e lavora tra l’Europa e il Sud America, propone una metodologia chiamata «eco-canvas», basata su modelli di economia circolare. «Credo che un’azienda oggi debba chiedersi qual è il suo scopo nella società», spiega. «Se è nata solo per generare profitti, o se rende un servizio alla collettività. È un dibattito etico. A me sembra che oggi le aziende abbiano come unico scopo quello di sopravvivere per soddisfare i propri shareholders. Siamo in un’economia lineare, in cui continuiamo a estrarre risorse, e si salvi chi può». Una bolla che continua a gonfiarsi ma che non potrà continuare a farlo in eterno. «Questo sistema economico per sopravvivere ha bisogno di generare continuamente un senso di bisogno nei suoi consumatori», prosegue Cerantola. «Ci è stato insegnato che il nostro successo si misura con le cose che abbiamo, e per questo ne vogliamo sempre di più, e così teniamo in piedi l’economia. Per questo alle aziende chiedo: state veramente creando valore o state solo creando necessità che non esistono?».

 

Per Cerantola, «è questo sistema che ci ha fatto perdere di vista il senso dei rapporti umani. Il mercato ci racconta che siamo tutti persone uniche, che non abbiamo bisogno di nessuno, perché siamo speciali. Ci basta solo comprare il prodotto giusto. Le nostre relazioni si sono impoverite perché abbiamo troppo. Perché avere gente intorno se tutto ciò di cui hai bisogno te lo puoi comprare?».

 

Cerantola attualmente in Italia collabora anche con Confindustria Vicenza, svolgendo attività di divulgazione e di creazione di valore per le attività delle aziende del territorio di Bassano del Grappa, in sinergia anche con diverse scuole dello stesso distretto. «Cerco di spiegare che è questo il cambiamento di mentalità che deve avvenire in azienda», spiega. «La sostenibilità ambientale non è cosa altra rispetto alla sostenibilità sociale. A volte le aziende non sono preparate. A volte, come quando propongo di pensare alla natura, alle strutture organizzative complesse, quelle delle formiche ad esempio, mi accorgo che se porti idee troppo rivoluzionarie rischi di non essere ben visto. E non vale solo per le grandi aziende strutturate, perché anche in quelle più piccole, dalla gerarchia più fluida, a volte le possibilità di implementare soluzioni nuove sono ridotte perché le risorse sono ridotte».

Insomma, non è facile. «Per mettere in pratica questo cambiamento culturale servono visione e coraggio». Di cambiamento, però, abbiamo assoluto bisogno.

CONDIVIDI

Iscriviti alla Newsletter